
L’Arcivescovo di Perugia – Città della Pieve
VERSO IL CONVEGNO DIOCESANO E REGIONALE SULLA FAMIGLIA
ASSISI 18-19 Ottobre 2008
Carissime famiglie, stiamo trascorrendo nella gioia interiore questo tempo di resurrezione. “È risorto Cristo, mia speranza” canta la liturgia; e sentiamo in effetti la speranza farsi largo tra le brume dello scetticismo. Certo, le tante aggressioni verbali verso la Chiesa cattolica ci hanno dato fastidio, ma ci hanno anche rafforzato e incoraggiato a mirare in alto, verso traguardi d’una evangelizzazione missionaria costante, d’una formazione cristiana più solida sia sul piano religioso che su quello culturale e sociale, d’una cittadinanza attiva e non marginale. È in questo contesto che intendiamo promuovere il 14 e il 15 giugno 2008 una festa diocesana per la famiglia: “La famiglia in festa”, in preparazione e in comunione con il Convegno sulla famiglia, che si terrà ad Assisi a livello regionale nei giorni 18-19 ottobre 2008. Parleremo certamente dello “specifico” del matrimonio cristiano, che è sulla lunghezza d’onda d’un serio matrimonio naturale tra un uomo e una donna per dar vita ad un nucleo familiare, prima fondamentale e indispensabile cellula d’ogni tessuto sociale. Abbiamo già parlato anche della necessità di provvedere al benessere di questa cellula primordiale con una serie di provvedimenti economici giuridici organizzativi, dei quali la famiglia ha oggi assoluto bisogno per essere quello che è chiamata ad essere: la società ne ha urgente necessità. Si ricordi a questo proposito la raccolta di firme per una proposta di legge regionale di iniziativa popolare, che i cattolici ma anche i laici stanno chiedendo a gran voce per dire anch’essi una parola forte sulla famiglia. Non dimentichiamo che la famiglia non sopporta condizionamenti ideologici, ma esige rispetto della sua identità e della sua funzione sociale, a cominciare dalla educazione umana e religiosa dei figli. Non possono essere maestri dei figli né i telefonini né la televisione né Internet né i compagni di strada. Come stiamo attenti a quello che i figli mangiano con la bocca, ancor più dobbiamo stare attenti a quello che introiettano con la mente, la vista, l’udito, le sensazioni… soprattutto nelle età “dimenticate” della preadolescenza e della adolescenza. I “bulli” e tutto il loro parentado di fannulloni e di danneggiatori non sono degli extraterrestri, ma sono i figli nostri, quelli cui concediamo tutto e che non correggiamo mai. Il male poi non viene paracadutato da chissà quali mondi maligni, ma nasce da dentro il cuore e dalla nostra libertà. Se non educhiamo alla sobrietà, alla responsabilità, al rispetto, all’amore operoso verso tutti e specialmente verso chi è nel bisogno, prepariamo solo orizzonti tristi ai nostri figli. Pensiamoci prima che sia troppo tardi; e creiamo una società amica dei giovani perché non siano più, come qualcuno li ha chiamati, “figli amici solo di se stessi”. Vi invito perciò a riflettere seriamente sulle nostre comuni responsabilità nei riguardi della famiglia e dei figli. E la speranza, che nasce della risurrezione di Gesù, ci faccia buona compagnia. Cristo è risorto: non temete!
† Giuseppe Chiaretti
Perugia, 19 marzo 2008 Mercoledì Santo Festa di san Giuseppe sposo di Maria
† Giuseppe Chiaretti
Perugia, 19 marzo 2008 Mercoledì Santo Festa di san Giuseppe sposo di Maria
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