Per i rabbini il lebbroso era un morto in vita tanto che una sua eventuale guarigione avrebbe suscitato l’effetto di una risurrezione da morte. Tale malattia era la più grave forma di impurità fisica che potesse capitare ad un uomo. Egli veniva privato della possibilità del culto e separato dalla comunione di vita con Dio come lo era chi stava nella tomba. Con Gesù tutto questo acquista un senso totalmente diverso, il dolore è un campo in cui la fede si può fortificare, e la Speranza può diventare certezza. È la grande occasione dell’esistenza da vivere e donare a Dio. Cristo è presente in questa esperienza umana, lotta contro il male e il limite. La dove c’è il dolore, là dove c’è la sofferenza o l’imperfezione, la c’è il Cristo e dovrebbe esserci ogni cristiano.

Nella nostra esistenza dobbiamo farci imitatori di Cristo, secondo il richiamo di Paolo; come lui dobbiamo farci peso dell’umanità che ci circonda. Il cristiano non può restare indifferente, è l’amore stesso di Cristo che ci spinge verso gli altri, in particolare verso tutti gli emarginati, i sofferenti, i bisognosi di ogni genere.
Gesù osa entrare in contatto con un lebbroso, egli vuole toccarlo, violando tutte le norme di purità, addossandosi il suo male, quasi condividendone il destino, spezzandone l’isolamento totale. Non è più il sacerdote dell’antico testamento che insegna al popolo che cosa si può o non si può fare,ciò che è puro e ciò che non lo è. Egli lo tocca, cioè prende su di se la sua infermità, partecipa della sua triste condizione. Il cristiano autentico deve camminare come il suo Signore sulle strade dei malati di ogni tipo di lebbra, provando compassione per loro, stendendo le mani, toccando le piaghe e implorando guarigione e liberazione dall’Unico che può salvare veramente.
INIZIO DELLA LITURGIA DELLA PAROLA
VANGELO (Mc 1,40-45)
La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.
Parola del Signore
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